Mercoledì 5 novembre 2025, le porte della Casa dell’Ambiente si sono nuovamente aperte per accogliere il secondo, attesissimo capitolo della lezione-evento dedicata al cinema green, organizzato da Casa dell’Ambiente in collaborazione con CinemAmbiente e AIACE (Associazione italiana amici cinema d’essai), con il supporto dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.
Dopo il successo del primo incontro, Lia Furxhi, direttrice dello storico Festival torinese, è salita nuovamente in cattedra per guidare il pubblico in un viaggio visivo ed emotivo unico. Al centro della sessione, intitolata “Quando la Terra va in scena”, l’analisi approfondita di alcune tra le più significative pellicole presentate nel corso dell’ultima edizione di CinemAmbiente (giugno 2025). L’incontro ha confermato come la settima arte non sia soltanto uno specchio delle crisi ecologiche globali, ma un formidabile motore di meraviglia, empatia e attivismo.
Il racconto cinematografico come bussola della transizione
Nel corso della sua lezione, Lia Furxhi ha evidenziato come il cinema stia modificando i propri paradigmi narrativi. Non più solo “denuncia” catastrofista, ma una delicata commistione tra rigore scientifico e poesia visiva. I film scelti dalla rassegna di CinemAmbiente 2025 sono diventati così i tasselli di un mosaico utile a comprendere la complessità della crisi climatica e, al contempo, la straordinaria capacità di resilienza della biosfera e delle comunità umane.
Attraverso spezzoni esclusivi, analisi delle inquadrature e focus sulle scelte registiche, la direttrice ha illustrato quattro opere emblematiche che hanno segnato l’edizione del festival del 2025:
- Beneath the Orchids (2025): un documentario sperimentale e immersivo che esplora il legame profondo e microscopico tra la flora più delicata e l’impatto dell’antropizzazione. Attraverso immagini di rara bellezza visiva, la pellicola ha mostrato al pubblico l’importanza di soffermarsi sui dettagli apparentemente invisibili degli ecosistemi.
- Silverstrand (2025): un’opera potente incentrata sulla salvaguardia delle coste e degli ecosistemi marini d’Irlanda. Il film intreccia la narrazione naturalistica con le storie della comunità locale, evidenziando le sfide urgenti legate all’innalzamento del livello dei mari e alla distruzione degli habitat acquatici.
- 32 Sounds (2025 – Rilettura ambientale): focalizzato sulla dimensione sensoriale dell’ecologia, questo film indaga l’ambiente attraverso l’impatto acustico. Lia Furxhi ha stimolato la platea a riflettere su come i suoni della natura stiano scomparendo a causa dell’inquinamento acustico antropico, trasformando il paesaggio sonoro globale.
- A Planet Painted by Hand (2025): un’opera bizzarra e fantascientifica ambientata nei deserti americani, dove un gruppo di scienziati simula la vita su Marte. Il film è stato utilizzato come straordinaria metafora per analizzare i limiti delle risorse del nostro pianeta e l’illusione di poter “disegnare” o colonizzare nuovi mondi senza prima curare le ferite di quello in cui viviamo.

Dialogo e partecipazione
L’evento alla Casa dell’Ambiente non è stato una semplice fruizione passiva. Ogni proiezione e commento tecnico di Lia Furxhi ha innescato un vivace dibattito con i partecipanti. La discussione ha rimarcato la necessità di supportare le sale e le rassegne indipendenti, i soli spazi in grado di dare voce a un cinema che, oltre a intrattenere, si fa carico del futuro del Pianeta.
La lezione del 5 novembre ha dimostrato, ancora una volta, che quando la Terra “va in scena” attraverso gli occhi di registi attenti e appassionati, lo spettatore smette di essere un semplice osservatore e si riscopre parte integrante, e custode, della meraviglia che lo circonda.



